Girare per le vie di Istanbul e ammirare dall’alto il villaggio di Göreme.
la cosa che più mi è rimasta impressa di Istanbul, sono i pescatori che si affacciano sul Bosforo a tutte le ore del giorno. Il Bosforo è lo stretto che taglia in due Istanbul, da un lato si è formato quello che piu comunemente viene definito lato europeo mentre dall’altro vi è il lato asiatico, ricco di ristorantini cinesi e viuzze particolari.
Abbiamo trascorso due giorni ad Istanbul alloggiando al Viva Delux Hotel a Fatih, un piccolo quartiere di Istanbul molto vicino al centro, facilmente raggiungibile a piedi o in metro. La prima sensazione che ho avuto quando sono scesa, è stata positiva per la grandezza in particolare sono rimasta attratta dalla molteplicità di colori e di suoni intorno a me. Passeggiando sul Bosforo, ho notato numerosi pescatori, attrezzatissimi e tantissimi gatti che vi si aggiravano intorno.
In ogni quartiere di Istanbul vi è una Moschea. Si dice che quella più importante sia la Moschea Blu perchè composta da 7 minareti ( quanti più sono i minareti tanto grande è l’importanza) il ticket di ingresso alla Moschea costa circa 30 euro, vi consiglio di prenderlo online per le interminabili file che ci sono!
Il costo dei ticket di ingresso per i vari monumenti è alquanto sproporzionato rispetto a ciò che offrono, per tale motivo se volete vivere un’esperienza più cheap vi consiglio i seguenti posti gratuiti o comunque con prezzo minore:
- Moschea di Fatih.
- Moschea di Suleymaniye
- torre di Galata ( dall’esterno)
- Grand bazar ( mercato tipico ricco di spezie e cose caratteristiche)
- mercato delle spezie
- Santa Sofia
- quartieri di Balat e Ferner
- quartiere Ebraico
- museo di Arte moderna a Balat
molto bello è stato prendere la funivia per arrivare dal quartiere di Balat al caffe turco più famoso, Pierre Loti, durante il tragitto abbiamo conosciuto un uomo Turco che parlava anche un pò italiano che ci ha guidato fino alle scale che abbiamo poi percorso per arrivare in cima al caffè per ammirare il panorama.

I quartieri di Balat e Fener sono stati i miei preferiti ad Istanbul ed anche il museo di Arte moderna vale la pena vederlo!
La cosa che più mi ha emozionato di Istanbul, è stata la visita in piccole moschee( gratuite) dove abbiamo potuto confrontarci con dei volontari che ci hanno descritto nei minimi dettagli la religione Islamica.
nei giorni successivi, mi sono soffermata spesso a pensare a questa religione.
mi sono posta diverse domande, in primis sulle donne. Girando vedi ragazze con il burka, altre completamente scoperte, altre ancora solo con un piccolo velo. Parlando con i volontari mi hanno raccontato che la condizione femminile dipende dalla famiglia in cui nasci, alcune donne decidono da sole di comprirsi il capo per altre ancora viene imposto dal pater familias. La cosa più curiosa è che per dedicare tempo al loro dio e rendergli grazie compiono dei sacrifici come il Ramadam, non mangiano fino a che il sole non tramonta, fino a quel momento non toccano neanche un goccio d’acqua.
Ci pensate a quanto è difficile?
a parte la religione, dal punto di vista economico non sono al top, per questo il dislivello di prezzi era molto elevato e mangiare ai ristoranti un pò costoso, quindi abbiamo spesso optato per un kebab!
dopo tre giorni intensi ad istanbul ci siamo diretti in Cappadocia, noleggiando un’auto in aereoporto.
che dire della Cappadocia…… posto autentico che mi ha emozionato dal primo istante!
sembra di atterrare nei villaggio delle fate, ed infatti se vi guardate intorno vedrete delle strane montagne che ricordano dei camini, chiamati proprio camini delle fate.

Abbiamo alloggiato all’ Epoche stone house ( Epoche stone House) a Goreme, cittadina famose per le Mongolfiere.
durante una passeggiata sulle montagne della cappadocia abbiamo notato come tutta la popolazione è rimasta quasi ferma negli anni, cosi tanto che ti sembra di aver avuto per un attimo la macchina del tempo. Una sensazione stupenda!
vicino ad un negozio di souvenir abbiamo conosciuto un uomo che ci ha spiegato la storia dei camini raccontandoci che nell’epoca dei bizantini ci vivevano intere famiglie mentre ora sono diventate attrazione per questa piccola città.
La più bella esperienza fatta in Cappadocia è stato il giro in Mongolfiera.
Ci siamo svegliati all’alba, e con una navetta ci siamo diretti verso la valle di Goreme.
a parole non riesco a spiegare cosa si prova… siamo saliti in alto ma l’adrenalina diventa cosi forte da non accusare l’altezza. Dall’alto, se sei fortunato per il vento a favore, si riesce a vedere tutta la valle con le mille mila mongolfiere intorno che navigano nel cielo.
il volo dura circa 30 minuti ma tutto dipende dal vento, finisce solitamente con il sorgere del sole. Tutto ciò in un’atmosfera quasi surreale che vorresti non finisse mai!
Una volta atterrati, siamo tornati in Hotel e la sera siamo andati a degustare del buon vino Emir bianco e Dimrit rosso sono le varietà più diffuse in quella che può essere considerata l’area vitivinicola più importante e prestigiosa del Paese.
Una volta tornati a casa, la sensazione che più di tutte mi è rimasta dentro è sicuramente l’autenticità della valle di Goreme in Cappadocia, essere catapultati in una realtà completamente diversa da quella che viviamo è stato bellissimo e conoscere le persone è stato arricchente dal punto di vista personale, ho capito che per stare bene basta poco ed essere orgogliosi di poche cose che si hanno, apre qualsiasi porta!

Valle di Goreme, Cappadocia. Marzo 2025
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